Riscaldare correttamente: quali sono le temperature adatte ai diversi locali?

Circa il 70 percento dei consumi energetici domestici sono attribuibili al riscaldamento. Ma come si può riscaldare correttamente? Quali sono i consigli per risparmiare sui costi del riscaldamento?

A partire da quale temperatura esterna si dovrebbe riscaldare?

Quando le temperature esterne cominciano a calare, aumenta anche l’esigenza di sentirsi al caldo. Ma la questione è quando attivare i riscaldamenti. La risposta dipende, fra le altre cose, anche dall’anno di costruzione dell’edificio. Un immobile vecchio con delle finestre altrettanto vecchie e privo di isolamento termico spreca molta energia attraverso le pareti esterne. Uno stabile moderno con un buon isolamento, invece, trattiene l’energia nei locali e consente di evitare di accendere i riscaldamenti per un periodo più lungo.

In sintesi, per riscaldare un immobile è necessario osservare due aspetti, ovvero lo stato energetico e le temperature interne desiderate.

ANNO DI COSTRUZIONE E TIPO DI IMMOBILE A PARTIRE DA QUALE TEMPERATURA ESTERNA RISCALDARE
Prima del 1977 Da 15 a 17 gradi Celsius
1977 – 1995 Da 14 a 16 gradi Celsius
Dopo il 1995

(edificato secondo l’ordinanza sull’isolamento termico oppure secondo l’OEEne)

Da 12 a 15 gradi Celsius
Edificio a bassi consumi energetici Da 11 a 14 gradi Celsius
Edificio passivo Da 9 a 11 gradi Celsius

Quali sono le temperature adatte ai diversi locali?

La stessa temperatura non è necessaria in tutti i locali. Nelle stanze ad elevata frequenza, come ad esempio la cucina o il salotto, la temperatura ideale è di circa 20 gradi. Nei corridoi e nelle camere da letto, spesso inutilizzati di giorno, così come negli altri locali poco sfruttati, sono sufficienti 18 gradi. In bagno, al contrario, la temperatura può raggiungere tranquillamente i 22 gradi.

Riscaldare di meno risparmiando denaro

Chi in inverno riscalda senza sosta, in estate deve metter man bassa al portafoglio. Con poche misure è tuttavia possibile risparmiare energia e ridurre nettamente i costi legati al riscaldamento, perché ogni grado di troppo significa il 6% di riscaldamento inutilmente sprecato.

Ecco quali errori evitare

  1. Per riscaldare correttamente è importante anche arieggiare correttamente. Le finestre perennemente a vasistas sono un errore frequente. Il tempo prolungato in cui si arieggia fa sprecare calore e comporta anche il rischio di formazione di muffa, oltre che di pareti fredde. È quindi consigliabile spalancare completamente la finestra e arieggiare come si deve per qualche minuto.
  2. Spegnere i riscaldamenti la mattina quando si lascia la casa per riaccenderli a pieno regime quando si rientra la sera è una pessima idea. Infatti, riscaldare stanze ormai fredde comporta un enorme dispendio di energia. Meglio lasciare il riscaldamento a una temperatura costante per tutto il giorno,
  3. evitando inoltre il tipico errore di piazzare mobili direttamente di fronte a un termosifone. «Così facendo, il calorifero non respira». Questo significa che il calore non riesce a distribuirsi correttamente nel locale, disperdendosi.
  4. Di giorno non sono per forza necessarie tende e tapparelle. Ma è ancora più importante, al contrario, chiuderle di notte, perché se ciò non avviene molta energia va persa invano.

Riscaldamento a pavimento o termosifone?

I classici termosifoni forniscono calore a convezione, mentre i riscaldamenti a pavimento funzionano con radiazioni termiche. Ma qual è la differenza fra queste due tipologie di calore?

Quello a convezione consente di riscaldare l’aria contenuta nel calorifero, che sale quindi verso l’alto. Nel caso delle radiazioni termiche, invece, il calore viene rilasciato direttamente agli oggetti o alle persone presenti.

Quale forma di riscaldamento è migliore?

Il vantaggio del calore a convezione è la rapidità con cui si genera e la velocità di irradiazione nel locale. Lo svantaggio è che crea diverse zone di temperatura nelle stanze: l’aria calda sale e quella fredda scende.

Il vantaggio delle radiazioni termiche è che il locale si riscalda lentamente distribuendo l’aria calda in modo uniforme. L’umidità nell’aria rimane la stessa e non si formano vortici. La temperatura nel locale si percepisce più elevata di quanto non sia effettivamente, in quanto il calore viene trasmesso direttamente al corpo. Nonostante le radiazioni termiche siano comunemente percepite come più piacevoli rispetto al calore a convezione, lo svantaggio è che bisogna aspettare più a lungo perché si formino.

Il periodo di riscaldamento

La legge non prescrive la temperatura di un immobile. Ogni locatario ha diritto di riscaldare il suo stabile in modo adeguato. Di norma, in Svizzera il periodo di riscaldamento spazia da metà settembre a metà maggio, ma non appena le temperature esterne scendono al di sotto dei 14 gradi, il proprietario è tenuto a riscaldare.